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Sabato 28 aprile | Il libro dei Giudici

Sabato 28 aprile | Il libro dei Giudici

Pandemonium Teatro
in collaborazione con
Effetto Bibbia

 presenta

“Mi Sento Forte: Storie Di Sansone”
con studentesse e studenti dell’istituto “D.M. Turoldo” (Zogno) e “Ipssar” (San Pellegrino)
conduzione e regia di Lucio Guarinoni – Pandemonium Teatro

 “La terra di rosso si macchiava: attraversando i Giudici”
con il Gruppo ReDonna
conduzione e regia di Albino Bignamini – Pandemonium Teatro

 Sabato 28 aprile dalle ore 21.00
Teatro Qoelet
via Papa Leone XIII, Redona – Bergamo 

Ingresso gratuito.

 

 

La nona edizione della rassegna «Effetto Bibbia» chiude in bellezza con due spettacoli teatrali sul libro dei Giudici.
Sabato 28 aprile alle ore 21.00, in scena sul palco del Teatro Qoelet di Redona: «Mi sento forte / storie di Sansone». Lo spettacolo, nato dal laboratorio con studenti e studentesse dell’Istituto Turoldo di Zogno e dell’Ipssar di San Pellegrino, parte dalle vicende che riguardano uno degli eroi più conosciuti: Sansone.
La storia di Sansone, contenuta nel libro dei Giudici della Bibbia, ci accompagna a esplorare alcune tematiche che legano questo personaggio ai giorni nostri, in particolare alla fase della vita attraversata dai giovani attori e attrici in scena: il bisogno di seguire una guida, la scoperta delle proprie forze e debolezze, l’affidarsi all’altro e il sentirsi soli.
Momenti della vita di Sansone si alternano a racconti di vita di ragazzi e ragazze per creare un’unica narrazione corale che segue le tappe del racconto in uno sviluppo insieme tragico e comico, antico e contemporaneo.

A seguire «La Terra di Rosso si Macchiava / attraversando i Giudici» con il Gruppo ReDonna. «Non è stato facile occuparsi di questo libro della Bibbia: il nostro laboratorio di donne provenienti da diversi Paesi ha fatto fatica ad attraversare la violenza, il dolore, la dignità calpestata, l’inesorabile coazione a ripetere gli stessi errori. Ci sono state sere di fatica e di abbattimento. Ma, alla fine, il nostro essere donne ha dato la cifra e la possibilità dell’attraversamento onesto e sincero della violenza, nonostante le riserve e le fatiche, attraverso l’accoglienza e la tenacia nel mantenere desta la compassione e l’ascolto. I personaggi dei GIUDICI sono stati analizzati e interpretati alla luce della nostra sensibilità e degli echi che hanno suscitato in noi. Ne sono nate azioni sceniche che, organizzate dal nostro regista Albino Bignamini, hanno cercato di chiamare per nome la violenza, ma anche di indicare vie d’uscita ad essa. Speriamo che questo nello spettacolo si veda. Resta ancora da accogliere chi la violenza l’ha subita più da vicino, e fa ancora fatica a parlarne. Ma questa è un’altra storia.»