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Via da lì, storia del pugile zingaro” al Pacta di Milano

Via da lì, storia del pugile zingaro” al Pacta di Milano

Via da lì, storia del pugile zingaro” al Pacta di Milano

PANDEMONIUM TEATRO

presenta

VIA DA LI’
Storia del pugile zingaro

DOMENICA 8/12 – 15:30
LUNEDI’ 9/12 – 20:45
MARTEDI’ 10/12 – 20:45

PACTA SALONE / MILANO / VIA ULISSE DINI 7

 

Johann Trollmann, detto Rukeli, ha un sogno. Diventare un campione di boxe. Rukeli è stato campione di Germania dei pesi mediomassimi negli anni trenta. Nato ad Hannover, Rukeli era sinti, quello che ancora oggi definiremmo uno zingaro. Proprio questa sua diversità lo ha reso un innovatore: è stato il primo pugile professionista a introdurre “il gioco di gambe”. Come tutti gli innovatori anche Johann Trollmann non ebbe una vita facile: nella Germania nazista dove il “vero pugile” era chi stava fermo al centro del ring e tirava pugni basando il suo stile solo su forza e virilità, il ballerino zingaro non poteva certo essere il campione e fu condannato a una discesa implacabile. Il titolo “Via da lì” riprende la frase che dal bordo ring i secondi lanciano al loro atleta quando è stretto nell’angolo e lo incitano a uscire dalla trappola. É una frase-invocazione che a livello simbolico raccoglie tante piste narrative che la storia portata in scena contiene. Una storia incredibile, dove sport, successo, politica, Storia, passione si abbracciano togliendo il respiro. Una “piccola” vicenda umana per raccontare la Storia e una delle sue più grandi tragedie: il genocidio di intere etnie, culture e diversità ad opera dei nazisti. Una storia che parla di come lo sport riesca a farci crescere e cambiare, di cosa voglia dire convivere con la propria identità e diversità, di come un sogno possa sfidare i pregiudizi. 

Lo spettacolo “Via da lì- storia del pugile zingaro” parte dal racconto di una vita, quella di Johann Trollmann, detto Rukeli. Per questo motivo lo spettacolo non si limita all’esplorazione di un solo tema, ma affronta molte tematiche complesse, così come complessa è stata la vita di Rukeli: il razzismo e il sentirsi diversi, lo sport, il nazismo e il rapporto tra le storie di vita e la grande Storia, la crescita, l’importanza di seguire un sogno, e molti altri. 

Come nasce lo spettacolo:

“Fino a qualche tempo fa, quando qualcuno mi domandava perché, superati oramai i quarant’anni, ho ricominciato a praticare il pugilato, io non sapevo mai cosa rispondere. Poi un giorno mi è capitato per le mani un articolo di giornale che parlava di boxe. L’articolo terminava con una riflessione del filosofo-pugile Kierkegaard: “La boxe insegna che nella vita, ogni tanto, occorre affrontare dei rischi. Evitare sempre il rischio può essere molto rischioso”. Ecco, grazie a quel bell’articolo, ora so cosa rispondere quando qualcuno mi domanda perché pratico la boxe. Pratico la boxe per imparare a correre, ogni tanto, dei rischi. 

Per esempio, quando il tuo avversario sferra un destro pericoloso, non bisogna indietreggiare ma solo rimanere ben fermo sulle gambe, schivare ruotando il busto a sinistra per poter, infine, contrattaccare con il destro. Insomma, andare incontro al colpo per evitarlo. Un bel rischio! La soddisfazione più grande però è quando riusciamo a trasferire questa lezione dal ring alla vita di tutti i giorni. 

La storia del pugile Johann Rukeli Trollmann è la storia che tutti gli attori vorrebbero raccontare. È la storia che tutti vorrebbero ascoltare. Anche chi odia la boxe ma ama il teatro. Anche chi odia il teatro ma ama la boxe.

Perché è la storia di un campione di pugilato che, all’apice della sua carriera, deve affrontare il più terribile degli avversari. 

Perché è la storia di un campione di pugilato che decide di salire sul ring sapendo che la sua sconfitta è già stata decisa. Perché è la storia di un uomo che ha avuto il coraggio di non indietreggiare davanti al grande male del Novecento.

Lo spettacolo è un libero adattamento teatrale del romanzo ALLA FINE DI OGNI COSA di Mauro Garofalo edito da Frassinelli. Mauro Garofalo, oltre che scrittore, giornalista e insegnante di scrittura al Centro Sperimentale di Cinematografia, è anche praticante di pugilato. Proprio come me. Due pugili per raccontare la storia di un pugile. Due uomini per raccontare la storia di un uomo. Una storia per raccontare la grande Storia che unisce tutti noi.  Walter Maconi, attore e regista di “Via da lì” 

• progetto e interpretazione: Walter Maconi
• Regia e Drammaturgia: ucio Guarinoni e Walter Maconi
• Scene e Costumi: oEmanuela Palazzi
• Disegno luci, animazioni e programmazione video: Massimiliano Giavazzi.
• Riprese video: Ila Scattina
• Collaborazione tecnica: oCarlo Villa
• Realizzazione scene: Max Zanelli

Prodotto con il sostegno della Regione Lombardia Progetto Next

Durata: 1 h circa

INFO E PRENOTAZIONI: 02 36503740

biglietteria@pacta.org / www.pacta.org